A dieci anni dal Creathon di Lucca: un viaggio tra innovazione, turismo e resilienza

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Ci sono date che restano addosso come il profumo di una notte d’ottobre. L’8–9 ottobre 2015 ho partecipato al Creathon di Lucca, una maratona di idee organizzata dal Lubec, dal Polo Tecnologico Lucchese e dalla Camera di Commercio di Lucca. Oggi quell’evento si chiama Createch; per me, però, resterà sempre Creathon: il nome delle notti insonni, dei post-it sulle dita, della passione che ti brucia in tasca come un fiammifero appena acceso. Questo pezzo è il mio modo di dire “grazie” a quella scintilla: dieci anni dopo, la vedo ancora lampeggiare nel buio.

Il Creathon: 24 ore dove il tempo corre e tu impari a restare

Ventiquattro ore che sembrano un secolo. I corridoi di un palazzo storico nel cuore di Lucca, il pavimento fresco sotto le suole, il ronzio dei portatili, turni notturni presi come in guardia medica, e l’adrenalina che fa il resto. Il Creathon non era solo un hackathon: era una palestra di realtà, una prova di resilienza vestita da gioco.

Ti sei mai chiesto cosa succede quando idee, stanchezza e desiderio si incontrano nella stessa stanza? Succede che nascono progetti che, per qualche ora, ti sembrano possibili come l’alba.

L’idea di colibrì: turismo diffuso, leggero, radicato

Con due compagni d’avventura presentammo Colibrì, un’app per il turismo diffuso: leggera come il suo nome, radicata nel territorio toscano, scalabile, come si dice, quando hai più sogni che budget. Volevamo un modello capace di spostare l’attenzione dai soliti itinerari alle vene capillari del paesaggio: borghi minori, artigiani, strade secondarie. Un turismo che non divora, impollina.

Non so se fosse troppo ambiziosa o semplicemente troppo in anticipo su noi tre. So che il Creathon ci concesse il lusso più raro: immaginare in grande senza chiedere permesso.

Un terzo posto nazionale che pesa come una medaglia interiore

Arrivammo terzi, a livello nazionale. Una classifica è un numero; alcuni numeri, però, sono bussola. Ricordo la stretta di mano del Presidente Giani (allora era però il Presidente dell’Assemblea Regionale), la foto che tengo gelosamente in archivio, l’orgoglio semplice di chi ha dato tutto quello che aveva in 24 ore. Quella foto — la pubblicherò qui — non racconta però il retroscena: mia madre se n’era andata da poco. La felicità e il lutto si tenevano per mano, come certe coppie che capisci da subito che non si lasceranno più.

E qui arriva il bello (e il difficile): il dopo. L’euforia scema, i capitoli amministrativi bussano: società, investimenti, visioni che non si incastrano. I miei ex compagni scelsero altre strade, SNC, poi SRL, senza di me. Non entro nei dettagli — non è questo il luogo — ma oggi so che fu un bene: quel taglio netto mi costrinse a scegliere me stesso e a fondare Pistakkio SEO Agency. Dalle ceneri di Colibrì nacque la mia rinascita.

Perdita e rinascita: quando il progetto cade, ma tu resti in piedi

Non è vero che “basta crederci”. A volte non basta. Ma se impari a tenere il timone anche quando il vento gira, il mare non ti cancella. Ho preso la disciplina e l’energia imparate a Lucca e le ho seminate in un terreno più mio: la SEO fatta con cura artigiana, sostenibile, umana. Se Colibrì era il volo, Pistakkio è diventata la rotta.

Dieci anni dopo: cosa resta davvero

Dieci anni sono una lunga pausa tra un’idea e la sua eco. Se chiudo gli occhi, sento ancora il rimbombo delle voci nel salone coi soffitti alti e le volte affrescate, la luce fredda dei neon, le voci basse alle tre di notte, l’odore di caffè e cartone. Una poltrona per schiacciare un pisolino, mentre gli altri due compagni di avventura, continuano a lavorare sui dettagli del Canvas Aziendale. Ma soprattutto sento tre lezioni che non hanno smesso di lavorarmi dentro.

Tre lezioni che mi porto dietro dal Creathon

  • L’innovazione è relazione. Non è solo tecnologia: è il modo in cui una comunità si organizza attorno a un bisogno reale. Senza ascolto, un’idea resta rumore.
  • La resilienza è una competenza. Non ti cade addosso: la alleni. Si chiama dormire poco, correggere al volo, presentare con le ginocchia che tremano.
  • La sconfitta è un’istruttrice severa. Toglile la parte di ego, tieniti la parte di metodo. È lì che, un giorno, riconoscerai la tua voce.

A chi mi chiede: “Lo rifaresti?” rispondo: , ma con la mitezza di chi ha imparato che non è correndo più forte che arrivi prima; arrivi meglio quando sai dove stai andando.

Grazie Lucca, grazie Creathon: il futuro come atto di gratitudine

Vorrei ringraziare Luccale mura, la città che respira piano, i palazzi che sanno ascoltare — e chi rese possibile quella maratona: il Polo Tecnologico Lucchese, Nico Cerri, con cui ci sentiamo di tanto in tanto, la Camera di Commercio e la rete di persone che, senza fare troppo rumore, accese interruttori dentro tanti di noi. La mia Pistakkio nasce lì: non dal podio, ma dall’urgenza che quelle 24 ore mi hanno infilato nelle tasche. A Lucca ho continuato il mio percorso professionale e di rilancio, frequentando due corsi sul marketing dedicato alle startup. Ed è lì che ho conosciuto il mio attuale consulente tributario e commercialista, dott. Gino Fontana. Vi posso assicurare che prima di incontrare lui, avevo cambiato tipo 5 professionisti in 5 anni. Ma vale la regola: quando trovi un commercialista con cui instauri un rapporto di vera, sana fiducia, è come trovare un tesoro.

Dieci anni dopo, penso a mia madre. A come sarebbe stata fiera di quel terzo posto e di questo cammino. Penso a quelle ventiquattr’ore di allora, e lei mi rassicura dall’aldilà:

“Tranquillo, ce la farai. Forse non come avevi immaginato, ma come serviva davvero”.

E se dovessi riassumere tutto in una sola immagine, sceglierei un colibrì che, dopo avere sfiorato cento fiori in una notte, finalmente trova il ramo giusto su cui posarsi. L’innovazione vola; la resilienza atterra. Fra i due, si costruisce una vita. Grazie a Juri e Niccolò che si sono fatti la loro srl, senza chiedermi nulla. Non so se leggerete mai questo articolo, ma sappiate che anche se mi aveste chiesto di entrare nella vostra snc avrei detto di no, perché il mio orizzonte era diverso dal vostro. Vi auguro tutto il meglio, ancora oggi, a distanza di dieci anni.

Coda leggera, per chi ama i dettagli (e le strade laterali)

Creathon ha cambiato nome in Createch; io ho cambiato pelle in Pistakkio. Il filo non si è spezzato: si è fatto più spesso. Se ti occupi di turismo, ricordati che diffuso non vuol dire sparso: vuol dire connesso. Se fai impresa, tieni a mente che non tutte le società nascono per stare insieme. E se perdi un progetto, non perderti: la cosa migliore che puoi costruire forse porta il tuo nome.