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Non si parte mai da dove si pensa
Sai qual è la cosa buffa?
Quando qualcuno oggi mi dice “ah, quindi ti occupi di SEO”, io sorrido.
Perché la SEO, in realtà, è l’ultima cosa arrivata.
Il punto di partenza è Trieste.
Non Firenze, non la Toscana, non il digital marketing.
Trieste è una città dove impari presto che il mondo non è uno solo.
È un incrocio continuo: lingue, culture, mentalità.
E quando studi lì, capisci una cosa che poi non ti molla più:
le parole non sono mai innocenti.
Studiare in lingua straniera non è un esercizio, è un “trauma” utile che t’insegna tante cose
Io ho fatto gli esami di letteratura in tedesco.
E lì andavo forte, quasi come una seconda lingua madre. Al terzo e quarto anno, 30 e lode su entrambe le prove.
Il russo… ecco, il russo è stata un’altra storia 😂
Dostoevskij e Tolstoj li ho letti in lingua originale, sì. L’esame finale era la traduzione di un brano di Trifonov e il vocabolario bilingue era vietato.
Quindi, sì, mi sono laureato in lingua russa, ma con una fatica che definire “biblica” è poco. Ho fatto l’ultimo esame orale di luglio, ripetendo le cose davanti allo specchio, perché non riuscivo più a venirne fuori. Sembravo un attore di una scuola di teatro e ho avuto più volte la sensazione di non farcela.
Mi sono laureato con un “calcio nel sedere”, diciamola tutta.
E qui arriva il punto.
Quando:
- studi in tedesco Goethe e Schiller
- leggi in russo Dostoevskij
- ti confronti con sistemi linguistici così diversi
👉 capisci che la complessità non è una parola astratta.
È fatica vera. È struttura. È disciplina.
E allora sì, lo posso dire in toscano, con tutto l’affetto del caso:
La SEO mi fa una sega 😂
Nel senso più puro:
dopo aver fatto certe cose da studente, sei temprato e fare SEO diventa quasi… naturale.
Diciassette anni a lavorare sulle parole (quelle che contano davvero)
Prima di tutto questo, però, ci sono stati 17 anni di documentazione tecnica.
Manuali. Procedure. Sistemi.
Un mondo dove:
- una parola sbagliata non è stile
- è un problema
- a volte un danno
- a volte un rischio
Lì impari una cosa fondamentale:
👉 la struttura viene prima di tutto
Non puoi improvvisare se non sai esattamente cosa stai facendo.
E questa cosa, oggi, è esattamente quello che porto nella SEO.
Croce Rossa Italiana: quando il tempo non è una variabile teorica
Servizio civile alla delegazione regionale del Friuli Venezia-Giulia.
Croce Rossa Italiana, Trieste, Piazza Sansovino.
Infermiere ausiliario. Barelliere. Turni alternati notte giorno, all’epoca ci mandavano anche a fare il 118, cosa oggi impensabile, ma eravamo negli anni Novanta del secolo scorso e chi ha vissuto quel periodo sa che queste cose erano “normali”.
Non è una roba da raccontare per fare scena.
È una roba che ti cambia.
Perché lì:
- il tempo conta davvero
- le procedure servono davvero
- gli errori non sono “errorini”
E soprattutto impari il rispetto.
Per il corpo.
Per la fragilità.
Per il limite.
E guarda caso…
sono le stesse cose che, in modo diverso, tornano anche nel lavoro.
Il jazz, la batteria e quella scelta che pesa ancora oggi
All’università suonavo la batteria.
Amatoriale, sì, ma con una certa dignità. Mi dicevano che ero bravo, io mi sentivo di essere “bravino”, da buona personalità INFP-T.
E lì ho capito una cosa che mi porto dietro ancora oggi:
L’improvvisazione non è caos.
È struttura + libertà.
Come nel jazz.
Se non hai struttura:
- non stai improvvisando
- stai andando a caso
A un certo punto ho dovuto scegliere.
O la musica…
o la laurea.
Ho scelto la laurea.
Ogni tanto ci penso ancora.
E sì, un po’ mi rode 😂
Ma quella scelta mi ha insegnato qualcosa di fondamentale:
👉 non puoi fare tutto, ma quello che fai devi farlo bene
La SEO come conseguenza, non come obiettivo
Quando sono arrivato a fare SEO, non mi è sembrata complicata.
Mi è sembrata… coerente. E, se devo dire la verità, ho scoperto in seguito che c’è perfino una buona dose di “creatività” che mi piace molto. Soprattutto nelle scelte di prioritizzazione (una gran parola 😁).
Perché dentro c’erano già tutte le cose che avevo fatto prima:
- struttura
- linguaggio
- sistemi
- rigore
- e, appunto, anche “creatività”
(tra virgolette, perché ovviamente va considerata creatività in senso lato)
La differenza è che qui cambiava il contesto.
Ma il metodo… quello era lo stesso.
Per questo oggi non vendo “magia”.
Non vendo scorciatoie.
Costruisco:
- architetture
- contenuti che reggono
- segnali di ranking coerenti
Perché alla fine la SEO è questo. Alla fine la SEO è metodo e disciplina, reiterazione e il famoso “Provare, provare, provare” di Amanda Sandrelli 😁
(cit. dal film “Non ci resta che piangere”).
E tutto il resto? Non è contorno
Nel tempo si sono aggiunte altre cose.
Riferimenti che non sono decorativi:
- Cluetrain Manifesto
- Aaron Swartz
- Camaldoli
Non sono citazioni da mettere in fondo.
Sono pezzi di una visione.
👉 tecnologia, comunicazione, lavoro non sono mai neutre
E quindi anche la SEO non lo è.
Non è una chiusura, è una postura
Se devo riassumere tutto in una frase, è questa:
Lavoro sulla SEO come su una struttura che deve reggere anche quando cambia tutto
O, detto, in altre parole:
fare SEO significa fare “governance” di sé stessi.
Il resto è improvvisazione. Come nel jazz.
Ma solo perché sotto c’è qualcosa che tiene.
Se vuoi capire meglio il mio percorso, trovi tutto qui → [Chi sono]