Motore di ricerca in ottica privacy : cercare non è mai neutrale
Qwant al Parlamento europeo riapre una domanda concreta: quanta privacy resta quando ogni ricerca online diventa dato?
Qui la tecnologia non è mai solo tecnologia.
È linguaggio, potere, possibilità. Ma anche rumore, distrazione, ambiguità.
Scrivo di AI, SEO, strumenti digitali e cultura nerd, ma sempre da un punto di vista laterale, umano, a volte perfino inquieto. Perché dietro ogni algoritmo c’è una scelta, e dietro ogni innovazione c’è una responsabilità.
La tecnologia, per come la vivo io, è una forma di pensiero applicato: non serve a fare più in fretta, ma a capire meglio.
E qui arriva il bello: quando funziona davvero, sparisce. Diventa invisibile, come una buona interfaccia o una buona idea.
In questa sezione racconto il digitale senza entusiasmo cieco e senza rifiuto ideologico.
Da buona Bilancia, cerco un equilibrio, che è sempre precario, tra uomo e macchina, tra controllo e delega, tra creatività e automazione.
Perché usare la tecnologia è facile.
Capirla, molto meno.
E forse è proprio lì che vale la pena fermarsi.
Qwant al Parlamento europeo riapre una domanda concreta: quanta privacy resta quando ogni ricerca online diventa dato?
La storia di Gary Kildall e DR-DOS racconta una verità scomoda: nella tecnologia non vince sempre il sistema migliore, ma quello che diventa standard. Un pattern che si ripete anche nell’era della AI.
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