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La Costituzione non è una legge ordinaria.
Non è materia da maggioranza semplice.
Si modifica solo a larghissima maggioranza, quando il consenso è trasversale e la Nazione si riconosce insieme in un passaggio condiviso.
Quando invece una parte politica prova a imporre la propria visione sull’altra, trasformando l’assetto costituzionale in terreno di scontro, qualcosa non torna.
La Costituzione non è il campo di una partita.
Non è il luogo dove regolare conti.
Le lotte guelfi–ghibellini le studio volentieri sui libri che raccontano Siena e il Palio.
Lì è storia.
Qui è presente istituzionale.
E le istituzioni non sono fazioni.
Per questo voterò No.
Non per conservare.
Ma per difendere un principio semplice:
La Carta costituzionale si cambia insieme, oppure non si cambia.